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2020 Ottobre |


Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo… 

Credo mio Dio

Credo mio Dio,  di essere innanzi a te  che mi guardi ed ascolti le mie preghiere.
Tu sei tanto grande e tanto santo:  io ti adoro.
Tu mi hai dato tutto:  io ti ringrazio.
Tu sei stato tanto offeso da me:  io ti chiedo perdono con tutto il cuore.
Tu sei tanto misericordioso:  io ti domando tutte le grazie che vedi utili per me.

Amen

Beato Giacomo Alberione

Invocazione allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito, / manda a noi dal cielo / un raggio della tua luce. 
Vieni, padre dei poveri, / vieni, datore dei doni, / vieni, luce dei cuori. 
Consolatore perfetto, / ospite dolce dell'anima, / dolcissimo sollievo. 
Nella fatica, riposo, / nella calura, riparo, / nel pianto, conforto. 
O luce beatissima, invadi nell'intimo / il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, / nulla è nell'uomo, / nulla senza colpa. 
Lava ciò che è sordido, / bagna ciò che è arido, / sana ciò che sanguina. 
Piega ciò che è rigido, / scalda ciò che è gelido, / drizza ciò ch'è sviato.
Dona ai tuoi fedeli  / che solo in te confidano / i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, / dona morte santa, /dona gioia eterna.




Dalla Sacra Scrittura

Ed egli disse loro: "Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione".
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.
Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?
O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?
Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!".
Lc 11,2-4.9-12

Passo parallelo

Confidiamo solo in Te che hai detto: «Qualunque cosa chiederete al Padre in nome mio voi l’avrete».
E contiamo che da Parte Tua voglia darci spirito buono, grazia, scienza, mezzi di bene.

PATTO O SEGRETO DI RIUSCITA

Gesù Maestro, accetta il patto che ti presentiamo per le mani di Maria, Regina degli Apostoli,e del nostro padre san Paolo. Noi dobbiamo corrispondere alla tua altissima volontà, arrivare al grado di perfezione e gloria celeste cui ci hai destinati, e santamente esercitare l’apostolato dei mezzi della comunicazione sociale. Ma ci vediamo debolissimi, ignoranti, incapaci, insufficienti in tutto: nello spirito, nella scienza, nell’apostolato, nella povertà. Tu invece sei la Via e la Verità e la Vita, la Risurrezione, il nostro unico e sommo Bene. Confidiamo solo in te che hai detto: «Qualunque cosa chiederete al Padre in nome mio, voi l’avrete». Per parte nostra, promettiamo e ci obblighiamo: a cercare in ogni cosa e con pieno cuore, nella vita e nell’apostolato, solo e sempre, la tua gloria e la pace degli uomini. E contiamo che da parte tua voglia darci spirito buono, grazia, scienza, mezzi di bene. Moltiplica, secondo la immensa tua bontà e le esigenze della nostra vocazione speciale, i frutti del nostro lavoro spirituale, del nostro studio, del nostro apostolato, della nostra povertà. Non dubitiamo di te, ma temiamo la nostra incostanza e debolezza. Perciò, o Maestro buono, per la intercessione della nostra madre Maria, trattaci con la misericordia usata con l’apostolo Paolo: sicché, fedeli nell’imitare questo nostro padre in terra, possiamo essergli compagni nella gloria in cielo.

Considerazioni

La nostra relazione con Dio è principalmente filiale.
Gesù ci ha rivelato che Dio è nostro Padre, ci ha insegnato a pregarlo così e, facendoci appartenere alla sua famiglia, ci ha partecipato la sua confidenza di Figlio.
La fede che don Alberione ha verso Dio, espressa nel Patto, poggia sulla parola di Gesù e sull’azione dello Spirito Santo.
Il Figlio e lo Spirito Santo sono compartecipi del ruolo paterno di Dio quando ci insegnano a riconoscere e ad amare il Padre, quando ci guidano e ci accompagnano a praticare la virtù, quando ci comunicano la vita divina.
Don Alberione ha vissuto in questa fiducia in Dio e da padre l’ha trasmessa ai suoi figli.
Ogni paternità rimanda ad un’altra Paternità, trasmette il legame con le radici, definisce le identità di ciascuno e ne svela le proprie caratteristiche: la capacità di saper guardare dentro e di capire, di intercettare i bisogni del figlio, la sicurezza nell’intervenire, la cura amorevole delle ferite, la difesa dai pericoli, la trasmissione della propria saggezza, l’offerta della vita…
Lo sguardo e le attenzioni paterne non sono rivolte a sé ma alle ragioni dei figli.
Si riscontra che non solo nella società ma anche all’interno della Chiesa sono necessari i padri.
Desiderosi di contribuire alla diffusione di una presenza paterna nei vari ambienti chiediamo a Maria, Madre, Fiducia nostra, di donarci la grazia di vivere in un’umile confidenza verso Dio.

La Parola  pregata

Chi professa i consigli evangelici nella condizione secolare è chiamato a vivere «dentro il cuore: in quel mondo di affetti, di sentimenti, di emozioni e di reazioni che si accendono nella rete delle relazioni interpersonali e in quella convivenza che forma il tessuto del vivere quotidiano». Ciascuno è consapevole dell’importanza di costruire sane relazioni nella propria vita, imprescindibile completamento del nostro vivere nel mondo.
A questo proposito è bello rileggere alcune pericopi evangeliche in cui viene messo in risalto il modo attraverso cui Gesù entra in relazione con gli uomini del suo tempo a partire dallo sguardo, ad esempio sul giovane ricco: «Fissatolo, lo amò» (Mc 10,21), sulla vedova di Nain: «Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei» (Lc 7,13), sulla folla prima del discorso delle beatitudini: «Vedendo le folle, Gesù salì sul monte» (Mt 5,1), prima della moltiplicazione dei pani: «Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro» (Mt 13,14), sulla croce guardando sua madre e Giovanni: «Vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava» (Gv19,26).
Il suo non è mai un semplice vedere, ma è incontrare l’altro, cercarlo con lo sguardo, che è lo sguardo di chi cerca la persona amata per coinvolgerla in una proposta di cambiamento simile a quella fatta a Zaccheo: «Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia» (Lc 19,5-6).
Chiediamo al Signore due doni: innanzitutto quello di non cessare mai di cercare ed incrociare il suo sguardo vigile, attento ed appassionato su di noi e, poi, di imparare l’arte di essere amici, di ascoltare il cuore delle persone prima di parlare loro perché «il clima del dialogo è l’amicizia. Anzi il servizio».
Carmela Pietrarossa, Come Fermento, pp. 18-19

Preghiera

Con Maria contempliamo i Misteri del Dolore. Deponiamo nel suo cuore la nostra sentita preghiera, perché interceda sante vocazioni per il nostro Istituto e per tutta la Famiglia Paolina.

 

 

 

Padre nostro

O Dio nostro Padre,
così abbiamo imparato a chiamarti;
così ci ha insegnato il Tuo figlio Gesù!

Aiutaci a comprendere la grandezza di questa rivelazione
e a rivolgerci con fiducia a Te
nei momenti della gioia e in quelli del dolore,
quando siamo ricchi di speranza e quando vince la tristezza,
perché Tu solo sai sostenere i passi del nostro cammino. […]

Dio, Padre nostro,
che ti fai carico del cammino dei Tuoi figli
donando loro il necessario per vivere e per aprirli all’incontro con Te,
e quando sbagliano sei pronto a perdonare,
ti ringraziamo per il Tuo amore paziente e misericordioso.

Fa’ che poniamo in Te la nostra fiducia
e impariamo a essere misericordiosi perdonandoci a vicenda gli uni gli altri.

O Dio, che conosci le nostre fragilità e le nostre debolezze,
sostienici nelle prove che la vita ci presenta.

Noi sappiamo che, sostenuti dal Tuo aiuto,
possiamo sconfiggere il maligno.

Facci percepire sempre la Tua vicinanza e il Tuo sostegno,
così da non sentirci soli o sconfitti, ma pronti a camminare nella speranza.

Per Cristo nostro Signore. Amen.
Carlo Maria Martini